Riciclare in cucina / Cefali sott’olio

Ieri era l’onomastico di mia Nonna Anna ( che però a dire il vero si chiama Caterina), mastra dei fornelli e forza gravitazionale della famiglia intera. Attorno a lei ruotiamo noi attirati da una forza che no è solo quella dettata dalle deliziose pietanze che prepara.

Come dice Nonna Anna ieri abbiamo fatto le prove per la cena della vigilia di natale, difatti ho passato la notte a vomitare proprio come il 24 Dicembre :D Un’infinita serie di antipasti che andavano dal crudo di pesce, alle conserve sott’olio ai finocchietti stufati e via mangiano, linguine con il sugo delle anguille e con il sugo delle pelose (un tipo di granchi, appunto pelosi), cefali in crosta di patate e…il vino poi offusca i ricordi. Sta di fatto che a fine pranzo / cena (visto l’orario in cui abbiamo preso il caffè del dopo pranzo) nel rassettare sala da pranzo e cucina mi si paventa innanzi agli occhi una teglia con ancora ben tre filetti di cefalo con le patate ed un cefalo intero fatto al sale!!! Lungi da me l’idea di aggredirli con le mie fauci – specie dopo il dolce alla Nutella che ha stabilito un nuovo record di percorrenza del mio tubo esofageo, 2min e 34 sec a boccone – ho pensato che cotanto ben di dio non potesse andare buttato, specie da quando ho cominciato a scrivere sul blog semplici rimedi per riciclare gli scarti in cucina e non buttare niente (mi sa che farò un blog su Tumblr dal nome “non s scett nudd” che tradotto dal dialetto barese significa “non si butta niente”. Che ne dite?).

Faccio dunque quattro chiacchiere tecnico-tattiche con Nonna Anna su come poter riutilizzare il pesce. Ci consultiamo in segreto e giungiamo ad una deliziosa conclusione.

Ed eccomi oggi in cucina con le reminiscenze dello splendido pranzo di ieri a trovare una miglior sorte per i cefali, che non la spazzatura. Filetti di cefali sott’olio :D

INGREDIENTI

Cefali / Pesce avanzato dal pranzo del giorno prima

Olio extravergine d’oliva in quantità

Aglio, peperoncino e prezzemolo

Aceto e vino bianco

PREPARAZIONE

Ho preso i filetti di cefalo ed il cefalo al sale e li ho puliti dalle spine rimaste e dalla pelle. Ho formato quindi i filetti alti quanto il barattolo di vetro che avrebbe ospitato i cefali nella loro nuova forma e gli ho messi a mollo con tanto aceto quanto vino bianco per 10 minuti. Poi ho scolato ed asciugato i filetti ed ho pian piano cominciato ad inserirli nel contenitore di vetro, non prima di fare una base di olio, prezzemolo, aglio e peperoncino. Pian piano ho riempito parte del barattolo e ho aggiunto altro aglio, prezzemolo e peperoncino così fino a riempire il contenitore con cefali ed odori vari. Ho infine rabboccato fino all’orlo il barattolo con l’olio extravergine d’oliva e richiuso il tutto.

Io ho optato per gli odori classici della cucina Mediterranea, ma ognuno può metterci quello che preferisce [io volevo metterci i semi di finocchio, ma mia madre me l’ha impedito (si, lo so che stai leggendo :p)].

La parte forse più difficile – così mi han detto – sta nella bollitura e sterilizzazione e messa sottovuoto del pesce. Il rischio è che se non viene messo ben bene sottovuoto si possano sviluppare non so che tipo di batteri, che sempre per quanto mi hanno detto possono essere pericolosi. Dunque fatela come Cristo comanda! Avvolgete i barattoli in dei panni e piazzateli in una grande pentola, coprite d’acqua fino alla cima dei contenitori e accendete il fuoco. Il tutto deve stare sulla fiamma 10 / 15 minuti! #Miraccomando! Io per esserne certo li ho tenuti 20 minuti (se c’è qualche medico che sta leggendo e che si sta rendendo conto che sto andando incontro a paresi o diarrea fulminate, è pregato di avvisarmi protempore, grazie).
Anche questa volta il procedimento è semplice ed il risultato delizioso. Siamo troppo abituati a buttare cibo senza riflettere attentamente su quello che significa e su quello che sta attorno a questa nostra abitudine e da dove deriva tutto ciò. Da piccolo i miei genitori mi hanno insegnato che nel piatto non si lascia mai niente perchè c’è chi non ha diritto neanche a quel poco che noi ci permettiamo di buttare.

Mi auguro che queste piccole e semplici dimostrazioni vi aiutino a riappropiarvi di una dimensione alimentare diversa e ben lontana da quella consumistica e degli spropositati sprechi. Vi segnalo a riguardo un mio post uscito su jenuino la settimana scorsa proprio sugli sprechi alimentari della nostra civiltà / inciviltà!

 

Con questo vi invito come sempre a provare anche voi a riutilizzare elementi di scarto in cucina per preparare nuove e deliziose pietanze.

E voi conoscete altre maniere di riciclare in cucina?

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