The start up is you. Ben Casnocha @ “Meet The Media Guru”

Ovviamente sintonizzato per il terzo appuntamento con Meet the media guru ho goduto di nuove chicche. Questa volata lo spacciatore delle stesse era Ben Casnocha, semplicemente “uno tra i migliori e più giovani imprenditori americani” – per come la direbbe Buisness Week –  startup-paro di professione – come lo chiamerei io – e cofondatore di LinkedIn. Di certo non pizza e fichi.

L’hashtag #mmgcasnocha mi ha fatto viaggiare tra start up, network, personal branding e tanto itanglese al momento delle domande – ma lasciamo perdere. Come per la scorsa volta con Carlo Ratti #mmgratti , una gran bella esperienza.

meet the media guru ben casnocha

Ben Casnocha ha introdotto il suo discorso molto semplicemente e chiaramente.

Bisogna esser pazzi per cambiare il mondo!

Spiazzata la platea e scosso lo streaming, ha proseguito sostenendo che ogni uomo è nato imprenditore di se stesso e che ognuno di noi è la propria start up. Si parla di personal branding allora! Come tale deve mettere in calcolo il fallimento e la necessità di cambiare, evolversi, scoprire nuove sfide (challenge = opportunity) . La chiama modalità beta, una perenne modalità beta. Per qualsiasi sia il tipo di start up ogni giorno è day 1 ed è un continuo working progress.

Per essere imprenditori di sè stessi, per avviare la propria start up si parte dal costruirsi un team efficiente fatto di alleati – non troppi – ma soprattutto di conoscenze. Casnocha sottolinea l’importanza di crearsi una rete di conoscenze più amplia possibile, colorata e variegata, conoscenze distanti e vicine per scambiare, condividere e co-creare.

Le conoscenze saranno ancor più utili perchè diverse da noi e dai nostri alleati.

Dalla conoscenze, quindi, è possibile attingere nuovo materiale, fresche informazioni, ottenere capitale mentale ed inaspettate opportunità. Non bisogna essere cinici quindi, consiglia Casnocha e coltivare il proprio network pechè ogni singolo conoscente può essere un feedback. Trattandosi anche di personal branding questo discorso torna utile anche nella ricerca del lavoro – vedi il LinkedIn concept – e nella costruzione di una propria immagine. Più contatti si hanno, più aumentano le possibilità di interagire e mostrare le proprie qualità.

Creato il proprio team e la propria rete di conoscenze prossimo step per Casnocha è tirare fuori lo spirito di adattamento. Come detto all’inizio bisogna essere sempre pronti a cambiare e spesso velocemente. Così introduce il ABZ Plan.

Bisogna avere dei propri piani, ma essere altrettanto pronti a cambiarli e a riadattarsi a qualcos’altro.

I piani A B e Z sono le possibili alternative della nostra idea di start up. Il piano A è il progetto che ci siamo prefissati, che perseguiamo e nel quale investiamo la nostra vita. Il piano B è la seconda ipotesi se A non dovesse funzionare, rappresenta l’uscita di sicurezza della nostra start up e magari anche una porta su altre possibilità. B può anche trasformarsi in A.

Il piano Z invece è la peggiore ipotesi possibile. Perdere tutto. Z è il piano d’emergenza, il cosa fare se dovesse davvero esserci un incendio. Avendo Z in mente lo startup-paro può permettersi di osare, rischiare. Sapere come reagire alla peggiore delle ipotesi può infondere maggiore voglia e convinzione nel individuo. Casnocha invita quindi a rischiare!

Il discorso di Ben Casnocha non si allontana poi tanto dalla celebre locuzione latina apparentemente attribuita a Sallustio.

Faber est suae quisque fortunae

Ognuno è artefice del proprio destino e della propria – personale – start up.

A quanto pare bisogna osare. Fatelo!

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