Sulla strada per Itaca

Ieri ne è stato la prova.

Un saltello indietro. 

Marzo 2011 mi trasferisco con Lei a Londra con l’intento di schiarirmi le idee dopo la laurea e col sogno di diventare cuoco a domicilio. Per entrambe le cose ci vuole tempo, ma quanto più in questa città, il tempo è denaro ed io ne ho bisogno. Allora trovo un lavoro, barista, full time e comincio a vivere per il lavoro. Torno a casa sono stanco, mi guardo un film con Lei, mi faccio una pinta e cazzeggio su facebook. Poi ne trovo un altro ancora, barista, full-immertion-time. Ho appena il tempo per incazzarmi. Mi licenziano. Ne trovo un altro, full time. Torno a casa, mi guardo un film con Lei, mi faccio una pinta cazzeggio su facebook e mi torna in mente che ho altri interessi, specie in rete: questo blog, quello di Gazdunasocial networks da re-imparare e nuovi da studiare e conoscere, societing, 2.0 – 3.0 -, brand ecosostenibili e conversazioni orizzontali. Chiedo alla manager di lavorare meno ore perchè voglio fare altro. Voglio riappropriarmi di questi interessi che in un anno mi sono sfuggiti dalle mani – e di cose ne sono cambiate a quanto pare.

Ieri primo giorno della mia vita part time a Londra – questa settimana lavoro solo 12 ore. Ho fatto un’immersione di twitter, blogs, pinterest, scrivania, klout e mal di schiena. Quasi come un estraneo mi sono sentito come Ulisse nel ritorno ad Itaca, solcando mari amici, ma quasi estranei, ma pur sempre a casa.

Ce n’era bisogno, ieri ne è stato la prova.

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