Post Natale – Non put capì…

Voi non potete e non potrete mai capire quanta fatica mi costi l’Odissea natalizia. Perchè anche la mia tre-giorni natalizia e successivi ha un qualcosa di mitologico.

Si. Perchè come la ciurma di Ulisse venne trasformata nell’sola di Eeana in un branco di maiali dalla maga Circe, così, io ed i miei commensali abbiamo preso semblianze suine. Anzi peggio: almeno gli uomini di Ulisse non pasteggiarono col Nero di Troia, loro combatterono Troia. Come Ulisse si difese dalle sensuali sirene legandosi all’albero della propria nave, io ho dovuto ingurgitare litri di digestivi, amari, rum, grappe e vodka. Non tanto per deteriorare i vari capitoni ed agnelli, quanto per dimenticare di averne mangiato branchi e greggi interi. E se Ulisse e i suoi uomini dovettero fuggire dal ciclope Polifemo appesi al ventre delle sue pecore, noi, invece, scappavamo alla vista di un altro agnello arraganato sulla tavola.

Voi, appunto non potete e non potrete capire. Non capirete come in appena quattro giorni sia passato da 76 Kg a 80 Kg. E non è un’iperbole come molti possono pensare.

Non potrete immaginare l’espressione della mia ex coinquilina giapponese, Megumi, ritrovatasi a festeggiare il Natale con una famiglia di cannibali, per giunta baresi, quando ha scoperto che quei piatti erano solo gli antipasti – a dire il vero solo la prima parte degli antipasti. Non potete altrettanto capire la soddisfazione di vederla ingurgitare allievi crudi (una sorta di seppioline), cozze pelose crude, e capitone alla brace! E di certo non vi risulterà facile intendere come mia nonna si lasciasse capire parlandole in dialetto barese! Ma d’altronde una connessione tra Bari e Tokyo deve esservi per forza, poichè allora non si spiegherebbero tutte le similitudini tra le due culture! Alla fine non c’è molta differenza tra il loro sushi ed il “nostro”.

E dunque le festività si “riducono” ad un abbuffarsi disumano, ad un ingurgitare senza pensare fino ad arrivare al punto in cui per quanto pieni e stomacati si necessita di sentire cibo sotto i denti anche se potrebbe compromettere l’andamento normale della vostra vita. In alcuni momenti l’unico pensiero che mi rincuorava era che presto sarei ritornato a Londra e nessuno mi avrebbe più rinpizzato così come si fa con i maialini prima di sacrificarli per la tavola.

Se vi invitassi per Natale a casa con la mia famiglia, pensateci sù più di un paio di volte!

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