La prima multa inglese

Io ogni tanto continuo a sostenerlo. Esistono perosne fortunate e persone non. Io rientro tre le non.

Ovviamente mi riferisco alle piccole cose, alle sciocchezze. Perchè per condurre una vita come quella che faccio mi devo ritenere fortunato. Il riferimento va chessò alla cacca sul marciapiede, non la pesto mai tranne quando ho fretta. Oppure foro la ruota della bici solo quando sono in ritardo. O anche mi si strappa la maglietta per strada ad un palo quando sto andando ad un colloquio. E via scrivendo.

In nove mesi qui a Londra ho sempre sentito dire dalla gente “attento che fanno le multe anche alle biciclette”, ma non ho mai sentito dire “mi hanno fatto una multa in bici oggi”. Mi è sempre un po’ sembrato strano essere fermato da un poliziotto mentre si va in bici. Patente e libretto e numero di targa!

Invece, succede di essere permati, succede che si è passati col rosso e succede di prendersi 30 pound di multa! 30!

Nonostante la scontata scentetta all’italiana, scusandosi di esserlo e spiegando che in Italia le regole sono diverse, che si è in ritardo e che si è da poco a Londra e non si capisce ciò che gli si dice, nonostante tutto ciò il foglietto viene staccato. Ciò che mi sorprende maggiormente sono le scuse dell’agente “mi spiace, non vorrei farlo” quasi che dovevo consolarlo.

E vabbè! Con orgoglio posso dire di aver preso la prima multa inglese!

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