Post Holidays

Non scrivo da tanto. Sono stato in vacanza. Finalmente.

Dopo la London Riot, l’aver perso il lavoro – tutt’ora non si è capito se mi sono, o se mi hanno licenziato – dopo aver fatto l’infermiere al mio amico Paolo operatosi alla caviglia, dopo essermi re-intossicato e disintossicato da Football Manager, dopo tutto ciò arriva finalemnte il giorno del volo. Giovedì 23 Agosto parto alla volta di Stansted, alle tre del mattino circa. Veloce colazione inglese – salsiccie, bacon, funghi, fagioli e uova strapazzate –  al pub dell’aereoporto, un paio di pinte di cider ed un cicchetto di tequila per digerire. Tre ore di volo e l’atterraggio a Brindisi. Mamma e papà mi scarrozzano immediatamente al primo pescivendolo, facciamo razia e scappiamo in villa. In villa? Sarai mica diventato borghese? Cassa di Peroni nel frigo, piscina e mamma ai fornelli. Si beve, si mangia, si nuota e alla fine faccio anche un mojito – ho scoperto che mia madre ne va matta.

Da qua parte il piacevole alternarsi di sole, cibo, amici, giornate a pesca, famiglia, Peroni, villa e piscina. Un tunz-tunz che ci voleva, lontano dalla uggiosa Londra, dal lavoro e dalle sterline.

Rapidamente, troppo, passano due settimane e mezzo e la mia leggera abbronzatura ha già capito che presto svanirà. Si torna a Londra, io e Lei, pronti per affrontare nuove avventure.

Atterraggio, recupera le valige, prendi l’autobus, metti le valige nella stiva. Cazzo ho lasciato il portafogli nella valigia, vabbè tanto non succede niente!

Le ultime parole famose si rivelano una gufata e quando, arrivati a destinazione, apriamo il portellone…

Blocca le carte di credito, c’era qualcosa di valore? dì addio alla sciarpa del Bari regalatati da tuo zio a sei anni, al portafogli indiano, alla sim telefonica inglese, al portatabacco dell’esercito, ai sandali comprati un mese fa ed allo slippino rosso. Dai l’addio anche al tuo cellulare, che scagliatosi contro il muro si frantuma. Vai dalla polizia, chiama la National Express, ma niente da fare. Mettici una pietra sopra!

Poi la lampadina improvvisamente si accende, proprio mentre ero seduto sulla tazza. Momento di alta riflessione. Provo a chiamare il mio numero inglese. Qualcuno risponde! :)

Ritrovata la mia valigia tutto sembra andare meglio, e allora mi fiondo alla ricerca di un lavoro. Mi armo di CV e giro e rigiro come una trottola tra Liverpool Street, Shoredich e Bethnal Green. Caffetterie, bar, pub, ristoranti sono i miei obbiettivi. A qualcuno piaccio e mi chiede se posso fare un trial shift il giorno dopo, ad altri non piaccio e altri non piacciono a me. Si passa dal locale extralusso, al pub diroccato, al ristorante indiano per finire – giuro non di proposito – in uno strip club. All’inizio sembrava un pub come tanti, birra, partita di calcio, musica, una ragazza che fa vedere la patata. Una ragazza che mostra la patata? Così? Dal niente? Immediatamente realizzo che non era l’unica, c’erano diverse patate, di tutti i colori e Rocco direbbe di tutti i sapori. Esco leggermente disorientato!

E così il post-vacanze volge al termine. Si ricomincia!

Oggi provo in un bar extralusso – mi cacceranno a pedate dopo 5 minuti – e domani in un ristorante il quale cliente medio è Woody Allen – lì dopo 2 minuti!

 

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