Post London Riot

Ad una settimana da quel lunedì notte che ha fatto tremare Londra ed il sottoscritto, tutto sembra ormai nuovamente sotto controllo e tornato alla frenetica normalità. Frenetica per gli altri ma non per me.

Si, la London Riot ha segnato la mia vita londinese. Chiamatela over-reaction, ma quel martedì non mi sembrava poi tanto sicuro andare a lavoro e girovagare per Londra. Così per un missunderstanding con la mia manger mi ritrovo – fortunatamente – senza lavoro, unemployed.

E così da una settimana mi dedico al amatissimo stra-cazzeggio. E ci voleva dopo cinque mesi. Appuntamento con il lavoro – o meglio con la ricerca di un lavoro – al 13 Settembre, quando torneò dalle vacanze pugliesi. Per ora le uniche preoccupazioni sono la scuola d’inglese, il giardino e quei tre pomodorini verdi che sono spuntati miracolosamente, senza il volere di nessuno, internet, il calciomercato e la cucina. A giorni dovrò trasformarmi in infermiere per aiutare il mio amico e coinquilino Paolo dopo l’operazione alla caviglia. Sperando che non compri una campanella per richiamarmi all’ordine.

E poi, finalmente, il ritorno a casa. Mamma, papà, nonna, gli amici, la villa, la piscina, il pesce, la Peroni – e non la Nastro azzurro Peroni che si trova qui – il melone giallo, i pomodori al sapore di pomodori, il sole ed il mare. Finalmente.

 

 

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