London Riot

In quasi sei mesi ho provato a costruire un’ immagine di Londra sicura, safe.

Ieri sera buona parte di questa mia immagine è stata distrutta. La terza notte di violenza ha aperto gli occhi a tutti. La terza notte di violenza si è fatta strada per tutta la città, lasciando qualche graffio in alcuni quartieri, e profonde ferite in altri.

Tutto è iniziato quando la mia coinquilina Joy mi ha detto che Tesco vicino casa era in fiamme e che i rioters marciavano verso la zona dove abitiamo. Il rumore delle sirene si moltiplicava e si faceva sempre più vicino e gli elicotteri svolazzavano su Bethnal Green. Nel contempo il panico e la paura diventavano sentimenti sempre più forti. Parte il giro di chiamate.

Dove sei? Non tornare a casa, qua stanno bruciando tutto e facendo casini! Vai ad ovest, anzi no, in centro, lì è sicuro!

Intanto io e Joy ci prepariamo al peggio – magari esagerando – preparando uno zainetto con documenti, le medicine di Lynia, soldi, una felpa ed una giacca, pronti nel caso succeda qualcosa di troppo vicino a noi a scappare e gambe levate.

Telefono che squilla.

Lei è lì, lui è là, Megumi dov’è? Conrard sembra che stia tornando! No, tu non ti muovere da la! Si, si stiamo bene!

Sirene che vanno e sirene che vengono, barricati in casa a fumare seimila sigarette, cerchiamo le news sulla BBC, su twitter e su FB. C’è gente che scrive di auto incendiate sotto casa, altri che dicono di essere bloccati chissà dove perchè hanno chiuso quel tratto della metro, la DLR sul sito dei trasporti risulta destoyed e sembra che la rivolta sia esplosa anche a Liverpool, a Manchester, a Leeds ed a Birmingham.

Lynia sembra che sia chiusa nel ristorante dove lavora senza corrente con la polizia che li consiglia di non muoversi da la. Conrad ritorna a casa e sembra essere l’unico davvero tranquillo!

Piano piano le sirene si smorzano e chi qua e chi là sembra che tutti siano al sicuro a casa di amici o chissà dove, ma almeno non per strada!

Finalmente mi addormento, ma la paura rimane!

 

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