Italian Holidays, sounds like “Vacanze Romane”

Forse si tratta delle vere prime ferie prese in 23 anni. Ossia, non ho mai lavorato abbastanza nello stesso posto da dire al mio datore di lavoro “vorrei delle vacanze”.

Così è stato, così sono iniziate le mie vacanze sabato 25 Giugno. “Going back to Italy” destinazione Pesaro per il giro di lauree degli amici.

Lasciata Londra, io e Lei, al sole, come non capitava da circa tre settimane, atterriamo ad Ancona dove nuvole non ci sono. Neanche una. E questo è dannatamente strano – That’s fucking weird!

Prima tappa: cena a casa di Bobo, con famiglia ed amici. E che famiglia, e che amici! L’ingordigia s’impossessa di me e divoro tutto ciò che è a portata di mano e non solo, sono persino disposto ad alzarmi per prendere altre delizie. Pasteggiamo col rosè de noi artri. Poi si esce, si balla, si beve ed alla fine si torna a casa e si collassa.

Il giorno dopo,  finally, si va al mare, a godere delle bellezze della costiera adriatica. E così Porto Novo – la spiaggia un po’ fighetta, al contrario di Mezza Valle, quella fricchettona – viene impressa nella memoria come il luogo dove faccio il primo bagno del 2011 e dove ho la possibilità di fare la lucertola sotto il sole, ovviamente con chili di crema protettiva bianca sul mio corpo. La giornata passa tra una birra ed un panino e qualche scatto del mio ex coinquilino. Infine la partenza ed il treno per tornare a Pesaro, dove la mia seconda famiglia mi attende.

Ciuf! Ciuf!

Eccomi qua, Pesaro. Tre anni passati da fuori sede ed uno da ospite pendolare. Il ritorno, ovviamente, si fa sempre più strano. Diversi cambiamenti mi lasciano spiazzato, niente di grave, ma tante piccole consuetudini alle quali ci si era abituati. Alle quali mi ci sono nuovamente abituato.

Si progettano i regali e gli scherzi, rigorosamente cattivi. Perchè violenza e imbratti sono le parole d’ordine di questa sessione.

L’alternarsi di sole, birra, spiaggia, cibo, palla, mare, Monfalcone, amici, pizzette Rossini, spritz, amiche, università e Cira si perde ed è difficile da descrivere. E così si arriva ai giorni delle lauree. Bobo, Geggio, Mery, Ale, Linda e Bruscia.

Ci si munisce di nastro adesivo, farina, uova, pomodori, interiora di pesce e si da il via alle danza. Dirty dance. Perchè i poveri laureati di turno, come così nel passato un po’ tutti, sottoscritto compreso, hanno dovuto patire la fitta sassaiola di uova, la coltre di farina e la tempesta di gavettoni. A questi – di sessione in sessione ci si incattivisce sempre più – sta volta due nuovi elementi si sono aggiunti: nastro adesivo con cui mummificare i mal capitati e interiora di pesce con cui deodorarli. Il risultato è pressappoco fatale.

 

Blocco dello scrittore, anzi de blogger.

Grazie di tutto e a tutti!

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