London – Brighton cycling. Parte seconda

Ieri vi ho lasciato un po’ così. Con quella sensazione tipo “mi è rimasto qua!” indicandosi non tanto la bocca dello stomaco – indigestione – quanto la gola – “m’ha rimanut n’gann”. Dialetto apparte e metafore poco comprensibili accantonate, vi avevo, appunto, lasciato ieri alla ripartenza da Horley, tappa intermedia del nostro tragitto. Tappa di mezzo nella quale il gruppo aveva perso Matteo il Rosso – bvaut! – e ci si era ben ben agghindati con giacche a vento e buste di plastica per ripararsi dalla pioggia. Inutilmente.

13.47 ripartenza

La ripartenza è dunque bagnata, l’acqua viene giù che è una bellezza – che non esprime assolutamente il nostro stato d’animo, perchè tutto era, fuorchè bello, pedalare sotto cotanti scrosci. Nonostante l’impervia situazione ambientale i quattro eroi rimasti proseguono.

Direzione Brighton, decidiamo di imboccare un’altra strada da quella suggereitaci dal sito consultato da Angelo.

“Dai prendiamo questa che è una strada secondaria e sicuramente sarà sia più bella, che meno trafficata!”

E di fatto lo era. London Road – in rosso nella mappa ed ingrandibile con un click. La vecchia strada che collegava Londra con Brighton, poi sostituita dalla A23, una strada ad alto scorrimento, che ritornerà presto nel racconto.

Dicevo quindi, la ripartenza è dunque bagnata…

15.00 BALCOMBE sosta. Chiesa

La pioggia non era certo la sola piaga da scontare come redenzione dai nostri peccati, no!

La strada secondaria scelta per la sua bellezza si rivela una via degna del Giro – non vi ho detto che tra i quattro eroi rimasti si celano due appassionati di questo evento, che ovviamente si erano fin troppo immedesimati. Difatti da Horley a Balcombe si susseguono una serie di salite davvero estenuanti. Volano gasteme (bestemmie) di ogni tipo all’incontro con ogni pendenza avversa. Urla di sforzo. Preghiere verso chissà quale dio.

Le discese si alternano alle salite e sono gli unici momenti in cui le gambe godono di qualche minuto di riposo. Intanto piove, piove e piove ancora. Noi siamo sempre più baganti e vano è il tentativo di tenersi asciutti.Come vano è il tentativo di frenare. Si procede con cautela ed a sforzo.

Attorno a noi scorci bellissimi di paesaggio. Campi, cittadine formate da quattro casette, mucche, pecore e cavalli. Tanta puzza di sterco e ancora acqua.

Giunti quasi alla fine della salita per Balcombe, un sentimento comune ci lega. Ci accasciamo a terra senza forze!

Siamo lì, nel mezzo della foto, sotto l'acqua battente

 

Paolo fradicio a Balcombe

Le energie che vengono pian piano a mancare, cerchiamo di recuperarle mangiando qualcosa. E allora nuovamente fuori panini, aranciata, acqua e busta di zucchero. Intanto io decido di fare due passi per fotografare il paesaggio e mi imbatto in una chiesetta con un cimitero sconfinato al suo fianco, davvero suggestiva.

15.27 Cuckfield (morti) salitona

I ventisette minuti che ci dividono da Belcombe a Cuckfield sono quasi tutti completamente spesi per affrontare “la salitona”. Siamo davvero esausti, ma la bellezza del paesaggio ci aiuta a proseguire. A questo punto il diario di bordo diventa una priorità secondaria e lo aggiorno sempre meno. Le energie le abbiamo lasciate per strada e solo una ventina di miglia ci dividono da Brighton, probabilmente in discesa, dato che sono circa due ore che saliamo soltanto.

Decidiamo di lasciare la strada secondaria – London Road – e di dirigerci verso la A23.

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