Londra low cost

Ma quanto mi costa Londra?!

Affitti per lo più intoccabili se si vuole essere almenno in zona 2, trasporti altrettanto bollenti sia utilizzandoli raramente che consuetudinalmente, cibo e beni di prima necessità costosissimi a meno che si da poca importanza alla qualità, anche la movida diventa un lusso quando ti chiedono 6 pound per una vodka liscia.

Fucking expencive!

Ma esistono delle validissime alternative, anche esagerate, per vivere in maniera low cost, o addirittura super low cost. E con questo non voglio certo farne un manuale – dato che sono il primo che spende e spande – ma proporvi delle soluzioni, possibili, ma a volte estreme.

Ad esempio un modo per risparmiare circa 100 pound al mese è comprarsi una bicicletta, casco ed un paio di catenacci da 10 kg l’uno – specie se la bici è nuova e costosa – ed armarsi di tanata buona volontà ed una buona giacca a vento.

Oppure nel caso i generi alimentari vi sebrino troppo costosi, ci si può fidelizzare ad alcune marche extra low cost come tesco value, perdendo qualcosa in qualità, ma guadagnandoci molti molti pound. Questo per prodotti come pasta, legumi, pane in cassetta, e vari. Circa frutta e verdura, invece, trovo costosissimi i supermercati, mentre davvero molto economici sono i fruttivendoli nel weekend, in quei mercatini tipo Portobello e Brick lane. Circa un chilo di pomodorini cigliegina per un pound, contro i 200 gr di Tesco per 1.50 £. Ed il sapore è tutt’un altro.

Sapone, detersivo, carta igenica, ancora una volta i mercatini della domenica si svelano super cheep! E poi si trova sempre qualcosa di carino a qualche pence.

Fin ora si è parlato – anzi scritto – di quelle regole generali che in qualsiasi città possono essere ri-applicate, e che tutti applichiamo bene o male. Quella sfrenata ricerca del rapporto qualità\prezzo, quella predisposizione al nomadismo da un negozio al altro, da una bancarealla ad un’altra ancora. Semplicemente quel buonsenso comune.

Per arrivare alle tecniche estreme bisogna parlare di squatting. La traduzione sarebbe “occupazione”, ma va ben oltre questo. Rimasi affascinatissimo quando ne sentii parlare per la prima volta, mi colpì – come una lavatrice sulla nuca – il non capire come fosse possibile, cosa che tutt’ora non ho capito bene. Si tratta in poche parole – per le tante parole c’è il post su wikipedia – di occupazione impropria di edifici altrui inutilizzati. Fondamentale, per essere definito tale, è il dovere di accedervici senza scasso. Dopo di che l’unico problema è non far rientrare il padrone nel edificio o casa. Come in un gioco, se lui riecse a rientrare si perde la partita. Nel caso lo si riesca a tener lontano c’è persino la possibilità che la legge – prima contro – si possa schierare dalla vostra parte lasciandovi liberi di occupare tale posto.

Chiuso l’argomento squatting, aprirei l’argomento “ma quante belle cose trovi per strada”.

Girovagando per le vie londinesi ci si imbatte spesso e volentieri in miriadi di oggetti, suppellettili, cose e cosaccie che hanno un valore – magari anche piccolo. La società dello spreco trova in questa città il suo massimo splendore. Basta avere buon occhio e magari qualche abilità nel bricolage et voilat il gioco è fatto. Tante piccole e grosse cose costate zero o quasi con le quali abbellire la propria casa – magari squattata – oppure da rivendere nei mercatini dei weekend. Avere un furgoncino sarebbe davvero grandioso per questo mestiere.

Questi sono alcuni escamotages che potrebbero rendere la costosissima Londra, una Low cost London!

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