Our new life in London

A Londra da quasi una settimana, scrivo per gli affezionati amici e lettori.

Innanzi tutto sappiate che sono vivo, il mio aereo non è precipitato, non sono stato rapito all’aereoporto in stile “io vi troverò”, non mi hanno derubato e tantomeno malmenato specie durante tottenham – milan.

Siamo – io e Lei – momentaneamente “appoggiati” dai miei due amici, Paolo ed Angelo, che ci hanno ceduto una camera ad una modica cifra, per un mesetto. Ora l’impegno è di trovare un tetto, un lavoro ed una scuola.

Così è cominciata la ricerca di una casuccia, una camera per me e la mia Lei – sempre più bella. Aperto, anzi riaperto GumTree, inizia lo scorrere di pagine ed annunci, numeri ed email. Obbiettivo trovare una sistemazione non troppo costosa ed abbastanza centrale, magari con una cucina abbastanza spaziosa, e se possibile un minimo di giardinetto – e voi mi direte “e la piscina non la vuoi” e io vi sisponderei “magari!”. Insomma un posticino accogliente per noi da dividere con dei coinquilini, possibilmente splendidi come quelli incontrati in quattro anni di vita fuori dal guscio familiare.

Così tre giorni fa ci rechiamo a Warren Street, piena zona 1, centralissima, ad uno stop di metro da Oxford Circus, ad un tiro di schioppo da Regent’s Park e da Camdem Town. Una doppia davvero spaziosa fornita di tutto, con giardino sul quale affacciarsi e del quale goderne nelle giornate primaverili alle porte. Una coinquilina italiana ed uno inglese coetanei. Una cucina ben attrezzata, due bagnetti – con cesso e doccia separati in due stanze – ma niente living room. Prima pecca. La seconda? 200£ a settimana. 800 e passa al mese. Non poco per una stanza!

Andiamo avanti allora, nonostante questa casa sia davvero molto allettante. Ieri ne visitiamo ben due, entrambe nella stessa zona. Il quartiere è Tower Hamlet – ossia dove siamo momentaneamente “poggiati” – la stazione della overground più vicina è Shadwell. Quartiere residenziale, molto tranquillo e pacato. La prima casa viene scartata a priori da me e Lei. Piccola, senza living room, con un buco come cucina e infine da dividere con una coppia sposta ed un altro tipo, tuttidecisamente più grandi di noi. NO!

La seconda casa invece sembra quella giusta. Prezzo abbordabile, camera accettabile, coinquilini coetanei, pulita e profumata, ma senza living room, con una cucina dove difficilmente si può mangaire se non inpiedi. La soluzione rimarrebbe un tavolino in camera nostra, ma decidiamo di cercare altro. Magari ce ne pentiremo, ma abbiamo ancora un po’ di tempo a disposizione.

In tutto ciò cominciano le prove di curriculum – più Lei che io – la ricerca di una scuola – più Lei che io – e la ricerca di metodi alternativi al lavoro stipendiato. Ad esempio costruire piccoli oggettini con materiali di scarto per poi rivenderli ai vari mercatini nel weekend come Nothing Hill e Brick Lane.

Tutto qui, eccolo il piccolo sunto che aspettavate.

Vi rassicuriamo, Pignasmile e Pucci Pucci dai piedi puzzolenti.

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