Epic fake

Nei neo linguaggi della rete non c’è nè uno migliore per definire questo accadimento.

EPIC FAKE

Come molti dei mie compagni di studio, di vita e di casa sanno, uno dei mie passatempi preferiti è quello di insediarmi con le mie lunghe dita sulle tastiere dei computer in cui una pagina facebook altrui è lasciata, lì, sola, aperta. Pronta per l’hackeraggio. Le mie firme più note sono: “mi puzzano i piedi”, “sono un trimone”, “finalmente ho la forza di dirlo a tutti, sono gay” e “strani odori provengono dal mio intimo”.

Queste frasi, aggiornamenti di stato di facebbok, comparsi sulle bacheche dei malcapitati hanno indotto atteggiamenti di iper-protezione dei propri laptop nei miei compari. Quando sono in giro è difficile che ormai qualcuno lasci l’account del proprio facebook loggato ed incustodito. Consi del misfatto che può avvenire da un momento all’altro.

Oggi però capita che – come nelle migliori favole in sitile “al lupo, al lupo” – l’incolpevole sottoscritto sia stato accusato, ingiustamente, di aver commesso il crudele fatto di scrivere al posto del proprietario legittimo dell’account facebook.

Comapre sullo stato di uno dei miei amici, al momento residente a Roma, una scritta:

“sono un tremoncio grande e mi puzzano i peli pubici”

La frase in pieno stile hacker pignasmile è stata subito attribuita a me, appunto. Invece, come già detto, il colpevole non sono io. Se ne deduce quindi che c’è uno sporco imitatore, un contraffattore di falsi stati, gia contraffatti da me. Insomma c’è uno che mi imita! Questo mi fa molto incazzare!

Il mio scrivere stati sui profili altrui è come fettere una tag su un muro. Se io ad esempio mi taggo “Need” sui muri – è solo un puro esempio, spero non arrivino denuncie al sottoscritto – e qualcun’altro si tagga “need” è solo un imitatore, un banale, fottuto imitatore. Beh a quanto pare c’è un imitatore di malandrinate anche in rete!

PORCO ***

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