Barbra Streisand e le metamorfosi del viral

E pensare che la prima volta che l’ho ascoltata è stato mentre gicavo con la mia droga preferita, Football Manager, e per ingannare i momenti di loading dovuti alle poco eccezionali prestazioni del mio computer, mi facevo far compagnia da Stereomood, che , ovviamente, come al solito, a causa della mia poco eccezionale rete wireless, anchesso era in loading continuo. Proprio quel giorno, quando l’ho ascoltata per la prima volta, mi spazientii perchè sin da subito, quella melodia, per quanto ripetitiva mi entrava nelle orecchie e massaggiava il cervello e la mente. Oppure li prendeva a schiaffi.

Mi chiesi si può creare una canzone che come ritornello e come testo abbia solo il nome di un’attrice cantante?

E la risposta fu evidentemente Si dato e considerato che la stavo ascoltando. Nonostante questo dubbio esistenziale continuai – finito lo strabenedetto loading – ad ascoltarla senza troppa importanza, senza sapere che avrebbe rotto il cazzo per molto tempo.

Un’altra sera, invece, ero in macchina guidando e faccendo zapping in radio. Ed eccola li, su M2O, annunciata dal disc jockey, barbra straisand!

uho uuuuuuu ooooooooo ooo ooo ooo ooo

uho uuuuuuu ooooooooo ooo ooo ooo ooo

Barbra Streisand

Eccola qui, la canzone che tanto piace negli ultimi tempi, che tanto ha contagiato non solo le radio, ma anche e soprattutto la rete!

Questo post nasce proprio da questo. Quanto questa indubbiamente orecchiabile, ridondate canzoncina sia diventata un viral nel WWW. Ma non un semplice viral.

Su YouTube le visualizzazioni del video ufficiale sono più di 31 milioni – pubblicato a fine Ottobre. Un sacco, ma davvero un sacco pensando che ad esempio Stairway to heaven dei Led Zeppelin ne ha solo 21 milioni, oppure Stand by me di John Lennon 20 milioni e Another brick in the wall 34 milioni – poco di più, ma un motivo c’è!

Questo numero di visualizzazioni assurdo è dovuto sicuramente al cambio di gusti musicali. Ok. Al fatto che sia una delle hit più hit di quasi tutto il mondo. Ok. Di certo anche al motivetto che entra nel cervello e ci si insedia come un virus, semplicissimo, memorabile ed orecchiabile. SerialPlayerCOD scrive tra i commenti in Youtube “Oh My God This Song Is A Virus….Q____” * e non ha assolutamente torto. Infatti è il commento con più “I Like”.

E vabbè passino i 10 milioni di visualizzazioni in più di Stairway to heaven. Ma non passano i vari video del momento che mi ritrovo a iosa – come si dice dalle mie parti, ossia in quantità – sulla bacheca di facebook. Ciò a cui mi riferisco sono gli irritanti sketch della famiglia Griffin che sfociano in un modo o nell’altro in questa canzone.

Pubblicato il 21 gennaio e già 422 mila visualizzazioni. Davvero viral!

Oppure

pubblicato il 20 gennaio e 124 mila visualizzazioni. Ed in fine le sole 22 mila di quest’ultimo

Ad i Griffin si associano anche altri video come questo, in cui Leonida da impavido re si Sparta diventa…

Barbra Streisand!!! Uuuuuu oooo uuuuuuu…e così via!

Ovviamente non poteva mancare anche il remix, la collaborazione il featuring. E chi non poteva lasciarsi perdere quest’occasione?

Chi?

Dai è facile!

Il duo Gabri Ponte e Fabri Fibra che rivisitano Tranne te, meglio nota come Rap futuristico. Un binomio davvero…non trovo le parole.

Come detto non è un semplice viral, uno di quelli che contagiano e contagiano a destra e a sinistra, su e giù. Ma perchè?

Si può osservare come in questo caso “prodotto virale” giunga ad un secondo step di viralizzazione. Come direbbe mio padre – biologo genetista – “è come se il virus subisse una metamorfosi, si evolvesse”. Dunque il dna virale di un messaggio, di un prodotto o di una canzone come in questo caso – che normalemente viene progettato a tavolino – può mutare, evolversi in un altro virus, un nuovo virus figlio del primo. Come nella natura esistono virus che cambiano forma e si evolvono durante la loro vita, così nella comunicazione e nei mondi in cui si comunica i virus cambiano.

Così in partenza abbiamo un viral che ha l’obbiettivo di contagiare, una volta insediatosi negli organismi e nelle comunità, e magari una volta che non ha più forza di contagiare altri individui perchè stufi di questo, perchè vaccinati, allora, cambia forma, arriva al suo secondo stadio. La metamorfosi virale può contagiare così nuovi individui, non vaccinati a questa nuova forma. E così il contagio continua.

Questo è interessante dal punto di vista comunicativo, da tenere in considerazione nell’ottica del 2.0 , dell’era della condivisione, ma soprattutto della personalizzazione del prodotto, e perchè no, anche del messaggio. Le aziende, i comunicatori, i pubblicitari devono tener conto di questa evoluzione del viral, di questa possibile nuova sfaccettatura. Progettare il dna virale di una marca, o di un qualsivoglia tipo di comunicazione, può, e forse deve tener presente questo secondo step di viralizzazione. Non solo contagiare, ma anche evolversi e mutare, per contagiare a sua volta ancora e ancora!

Teniamolo docchio, tenetelo d’occhio e basta con Barbra Streisand!

Aggiornamento:

E c’è persino chi…con Barbara D’urso

e chi addirittura…Adolf Hitler

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