Ars oratoria 2010/11 by PDL

Da Cicerone ad oggi. Dall’argomentazione di un discorso, stilistcamente e correttamente a una serie di urla ed insulti.

Ieri sera assistevo – fortunatamente per poco, inquanto non amo la politica ed in special modo quella italiana – alla puntata di Annozero nella quale compariva l’onorevole Santanchè. Non mi intendo di politica, quindi cerco di focalizzare il punto su altri temi ed altri aspetti della sua oratoria – se così la si può definire. Comunicativamente un dibattito è costituito da uno scambio di opinioni, secondo una punteggiatura che da spazio a tutti i partecipanti di esprimersi a turno. Il rispetto per le opinioni – e la persona – altrui, perquanto non condivise è fondamentale in un colloquio o ancor meglio in un dibattito.

Mi sembra quasi che alle volte vengano utilizzate vere e proprie tecniche – precendentemente studiate a tavolino – di per mettere a tacere l’avversario e screditarlo sul ring televisivo delle affermazioni e contraddizioni. Queste tecniche fanno parte della “Ars Oriatoria 2010/2011 by PDL”.

Il primo punto del manuale 2010/11 prevede il mancato rispetto della punteggiatura, o più semplicemente del turno di parola, nel dibattito. Mi hanno sempre detto a scuola, e nella vita che per parlare “bisogna aspettare il proprio turno”. Ce l’ho fissa nel cervello l’immagine della maestra che mi dice di alzare la mano per chiedere la parola e l’immagine di mia madre che mi dice di aspettare che termini di parlare la mia compagnuccia. I vari uomini & donne del PDL non possiedono questa forma di buona educazione. Ad ogni affermazione dell’ avversario arriva un urlo che inizia sempre con “NOOO!” e solitamente seguono le varie “sono tutte fandonie” evolutosi in “sono tutte balle/cazzate”, “dov’è scritto?”, “ma lei che autorità ha nel affermarlo?” e così via. Questo gesto è meccanico e non lascia spazio all’altro di esporre le proprie idee ed opinioni.Costringendo il pubblico a sentire suonare solo una delle due campane. Il poveretto/a che si trova dall’altra parte si trova puntualmente AGGREDITO – di aggressione si tratta – verbalmente dal membro del PDL.

Famose sono le citazioni “NO, mi lasci continuare”, “Ora parlo io!” “Lei la deve smettere di interrompere”. Normalmente queste frasi vengono utilizzate dopo un monologo di 5-10 minuti da parte del PDL‘s boy & girl.

Al contrario quando è l’avversario a controbattere immaediatamente a ciò che afferma un PDL bro’ o sista, non manca certo la bruciante denuncia sulla maleducazione dell’opponente.

Questa maleducazione comunicativa la si può ritrovare, devo tristemente ammettere, in generale nella tv, quella spazzatura, e anche purtroppo nelle confesazioni al bar, per strada e ovunque direi.

Secondo punto fondamentale è lo screditamento gratuito dell’avvesario mediante insulti o fatti che poco centrano col discorso in questione.

Insulti del genere “ignorante”, “vigliacchi”, “analfabeta” e persino “comunista” che ormai è diventato un insulto. La parola “mistificatore” compare spesso e volentieri nei discorsi dei membri del PDL. Quando a mio modestissimo parere i veri mistificatori sono proprio loro.

Il rispetto per il prossimo è un atteggiamento che viene meno, tra gli uomini del PDL, tra quelli che non appartengono al PDL e nella società in generale. Si viene a creare una volontà di prevalicare l’atro per affermare la propria posizione e/o forza. Non si cerca di dimostrare il perchè la propria posizione è meglio dell’altra parte, ma screditare, insultare la parte opposta affinchè la propira sia rituenuta la migliore.

Terzo punto fondamentale della “Ars oratoria 2010/11 by PDL” è certamente l’infantilità nel rapportarsi con l’avversario. Quando si assiste ad una schiacciante “vittoria comunicativa” ci si alza e si va via. Questo atteggiamento che ricorda quello dei bambini che si tappano le orecchie e gridano “BLABLABLALALALALABLA” è un modo di sviare i problemi, di inscenare un comportamento che rimarca l’ennesima mancanza di rispetto nei contronti di chi si ha difronte, che non merita addirittura la propria attenzione.

Quarto di questa serie è l’utilizzo di informazioni discutibili e confutabili. Fare leva su statistiche incomplete è uno dei metodi dei Boys ang girls of PDL band, che si avvalgono di numeri, leggi, dichiarazioni esposte per metà e non nella loro completezza che ha tutt’altro significato.

Questi punti riassumono brevemente la comunicazione aggressiva e disinformativa messa in atto dai membri del PDL. Non è un’accusa mossa al loro pensiero politico, bensì, semplicemente nei confronti di una comunicazione violenta che diventa un modello al quale ispirarsi per chi si nutre di televisione. La società non ha bisogno di questo, non ha bisogno di un’ennesima sovrastruttura culturale e comunicativa. Non abbiamo bisogno di altra falsità e di mezzucci per intrecciarci il cervello, anzi per annullare il nostro pensiero. Questo genere di comunicazione non è costruttiva e nasconde solo argomenti e temi che non si vuol far emergere, mantenendo noi cittadini, noi società in un clima di disinformazione e di non-informazione non sostenibile.

Se poi la comunicazione e lo studio della stessa viene reputato inutile – come affermato dal ministro Gelmini – allora siamo difronte ad un momento di svolta della comunicazione e della comunicatività. Una svolta che a me non piace assolutamente! Sembra di rivedere le pagine di 1984 di Orwell alle volte.

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