Lettera ai miei amici “studianti”

Cari i miei amici che studiano,

vi scrivo perchè in questi ultimi giorni percepisco un po’ da tutti tanto sconforto e pessimismo.

C’è chi studia per gli esami e chi prepara la tesi di laurea. C’è chi si manda male e chi no. C’è chi e chialtro, ma alla fine siamo noi.

Mi rendo conto che non tutti sono felici di avere sotto i propri occhi per ore pagine, appunti e libri. Capisco che esserci separati comporta, poco svago mentale nelle ore non dedicate allo studio. Concepisco l’ansia da prestazione per gli esami o la paura nell’avvicinarsi al traguardo. E’ normale che le batterie siano scariche – per non dire che le palle sono piene – dopo tre anni di studio.

Capisco tutte queste cose. Lo giuro dato che anch’io ne sono coinvolto, ma non concepisco lo sconforto e l’arrendevolezza.

Vi conosco bene, so perfettamente che noi siamo un gruppo forte. Non solo nel sentimento che ci unisce – che è enorme – ma anche e soprattutto nel nostro piccolo, nelle nostre vite, nelle nostre sventure e fortune. Tutti noi ne abbiamo passate di belle e di brutte, di dolci e salate, di cazzi e di scazzi, ma tutto questo ha reso ognuno di noi più forte, più maturo, più uomo o donna che sia. Abbiamo l’età per non farci piegare dai problemi e dalle difficilotà, siamo nel periodo in cui dovremmo sprizzare forza ed energia da tutti i pori – oltre testosterone per noi maschietti. Tutti noi abbiamo dovuto affrontare peroidi buii in tre anni assieme, e assieme ne siamo venuti fuori, e assieme ne verremo fuori anche ora.

Non mi piace vedervi così, non mi piace sentirvi dire “non ce la faccio più, non ci riesco, sono stanco, lascio perdere…”! Così non mi piacete assolutamente! E così non vi voglio!

Prendo ad esempio il mio recente passato: Tutti sapete bene ciò che mi è capitato a Marzo e ciò che si è trascinato fino a Luglio e che tutt’ora continua a toccarmi, non sto certo a ripeterlo. Come voi siete a conoscienza di questo, io so quello che voi avete fatto per me nell’istante dopo a ciò che mi è capitato. Non scordo la sera del 10 Marzo quando tutti voi mi\ci siete stati accanto con una parola di conforto, con un abbraccio, con una battuta, un riso e una bevuta. Non scordo la settimana, anzi le settimane, quando eravate a casa nostra a pranzo e a cena per starmi\ci vicino. QUESTO NON LO SCORDO, E QUESTO MI HA DATO LA FORZA PER RIALZARMI!

I problemi capitano a tutti, ma bisogna affrontarli e non farsi schiacciare da questi. Le paure esistono, ma l’importante è non aver paura delle paure. Sono stimoli che la vita continuamente ci da, ci propone per essere superate, metabolizzate, fagocitate, sconfitte, per essere sempre persone dinamiche, in cambiamento, che non si fermano davanti a niente, per essere un giorno qualcuno o qualcuna, per realizzarci, per essere felici. E non parlo del lavoro, ma della vita!

I problemi ci si proporrano sempre davanti ed imparare ad affrontarli ora è certo più facile che farlo a trenta o quarant’anni.

Non sono certo io a dovervi dire queste cose, dovete dirvele da soli, io spero solo di ricordarvelo in questa lettera. Tutti noi siamo persone forti, capaci, intelligenti. Nessuno di noi ha qualche ritardo – speriamo specie le ragazze ;) – o mancanza. I nostri cervelli funzionano bene, anche se qualcuno è più bruciato di un altro. I nostri fisici stanno bene e non ci manca niente.

Quindi mo prendete la vostra testolina, aprite i libri e sbattetecela sopra fintanto che non vi entri in testa qualcosa o che non ve ne esca qualcosaltro. Fate quello che dovete fare, l’unico dovere che avete è studiare ora! Fatelo, fottetevene del resto. I vari “non ce la faccio, sono stanca, mi sono rotto” andassero a fanculo!

Mè Uagnù, mè!

Un abbraccio grande ed un bacione.

Ho fiducia in tutti voi.

DAniele, aka Pignasmile.

Annunci