Carciofi all’odor di mandarin

Non mi dispiacerebbe avere la canzoncina di Cotto e Mangiato come introduzione a questo post\ricetta.

Vabbe anche senza jingle procederò lo stesso.

Durante una delle mie solite sperimentazioni culinarie, di quelle “che ho in frigo?come posso combinarli?sarà buono?” mi sono trovato circa un mesetto fa di fronte ad un’insaziabile voglia di carciofi – che da qualche tempo trovo tra i vegetali più gustosi. Aperto quindi il frigo e ritrovatomi con essi davanti ed interrogata la cesta dei frutti sul cosa proponesse ho avuto una sensazione, un presentimento.

E se carciofi e mandarini si combinassero magnificamente?

Mi metto subito all’opera. Pulisco i carciofi* – circa 8 – li metto a mollo in acqua e limone affinchè non si anneriscono ed intanto prendo un mandarino e con un coltello ben affilato lo scortico ricavandone la buccia senza il bianco interno.

Dopo questo passaggio preparo il soffritto. Olio nella padella, un dente d’aglio schiacciato, del peperoncino, un po di rosmarino – ma credo che la menta ci stia meglio – e le bucce del mandarino. Una volta dorate sia le bucce che l’aglio ed affettati i carciofi in maniera molto fine, li calo nell’olio bollente e comincio a saltarli. Dopo qualche minuto vi metto anche il mandarino spelacchiato di prima ben affettatto e lo spremo con il cucchiao di legno – leggendario – affinchè il succo impregni i carciofi. L’odore pare buono.

Apro nuovamente il frigo e vedo che altro si può aggiungere a questa che sembra star diventando una delizia. Trovo dello speck tagliato grosso e ancora del chorizo avanzato dalla trasferta Bilbaina estiva. Il Chorizo è una salsiccia molto grassa rossastra, ma non piccante, che ricorda un po’, nell’aspetto, la salsiccia calabrese. Prendo dunque chorizo e speck e li taglio a tocchetti di media grandezza, lo speck un po’ più sottile, ma non troppo e li aggiungo ai carciofi ancora duri.

Salto il tutto nella padella senza salare per qualche minuto, assaggio e mi pare di tutto rispetto il risultato, ma i carciofi sono ancora duri. Aspetto allora qualche minuto sorseggiando Peroni ghiacciata e finalmente i carciofi raggiungoni la consistenza desiderata. Non si spappano, scrocchiano, ma non sono duri. Sono al punto giusto.

Spengo, allora, il fuoc e ci butto una manciatina di sale grosso ed impiatto.

Risultato: il mandarino, acre, ma pur sempre dolce lega perfettamente con il retrogusto del carciofo acre. Il binomio mi sembra ottimo. Intanto nella cottura il chorizo e lo speck hanno rilasciato il sapore di carne proprio dei due che altrettanto bene si sposa con quello del carciofo. In fine il sale groso esalta maggiormente il sapore.

Io lo trovo un piatto delizioso che ho spesso riproposto nelle cucine degli amici e in quella di casa mia riscuotendo un discreto successo tutte le volte – spero non mi abbiano preso in giro – e che continuerò a riproporre spesso e volentieri.

Ora a voi la prova ed il giudizio.

 

*Per chi come Emile il mio ex coinquilino non sappia come si puliscano i carciofi:

Prendere il carciofo, tagliarne la parte del “fiore” superiore circa a metà. Togliere i “petali” più esterni – troppo duri e carnosi se soffritti, ottimi invece bolliti – fintanto che non rimane il famoso cuore del carciofo. Il gambo se fresco è altrettanto utilizzabile, basta spelarlo superficialmente ed affettarlo per lungo, ha un sapore delizioso. In fine mettere a mollo in acqua e limoni i carciofi puliti e tagliati affinchè non si ossidino. Et voilat!

Bon apetit!

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