Il sogno. Henri Rousseau

E’ difficile restare arrabbiati, quando c’è tanta bellezza nel mondo.

A volte è come se la vedessi tutta insieme. Ed è troppo.

Il cuore mi si riempie come un palloncino che sta per scoppiare, e poi mi ricordo di rilassarmi.

E smetto di cercare di tenermela stretta,

e dopo scorre attraverso me come pioggia,

ed io non posso che provare altro che gratitudine

per ogni singolo momento della mia stupida, piccola vita.

Non avete la minima idea di ciò di cui sto parlando

Ne sono sicuro.

Ma non preoccupatevi. Un giorno l’avrete!

 

Henri Rousseau nel 1910 dipinse questa tela. Il sogno. Fu lo stesso anno in cui a cinquantasei anni morì. Io non capisco niente di arte, come di tante altre cose, ma questo quadro è tanto bello che vedendolo divento ansioso, come se ciò che osservo non fosse possibile. Come se quello che c’è davanti a me non sia una semplice tela, ma la rappresentazione della bellezza allo stato puro. La bellezza della donna e delle sue generose curve, la bellezza della natura, dei suoi frutti dei suoi esseri e dei loro sguardi, la bellezza dei colori che la vita ci mostra ogni giorno, la bellezza della musica che ci accompagna durante la vita, la bellezza del sogno, appunto, dell’immaginazione, della nostra mente.

Questa bellezza, questo eccesso di bellezza mi strapazza, mi contorce lo stomaco e mi stranisce da ciò che ho attorno. E’ un pugno in faccia che mi stordisce e non mi fa capire più niente.

Il disegno privo di profondità è paradossalmente profondissimo. Rousseau dipinse il tema della jungla senza mai averla vista, basandosi solo su alcune descrizioni di un libro regalatogli e di degli ex militari della campagna in Messico. La sua fantasia, creò dalle parole immagini tanto finte quanto reali, piante tanto inesistenti quanto esistenti. I colori hanno un’armonia che solo certe musiche hanno. E tutto mi affascina sempre più, tanto da togliermi le parole.

E’ semplicemente bello. E’ la belezza.

 

Trovo che il finale del film American Beauty – sopra – descriva bene ciò che provo.

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