Burton BAr, el otro lado de Bilbao

…e poi compare quella faccia di Bilbao che aspettavo, che speravo. Un arpeggio mi riciama, un piccolo bar, intimo con ragazzi che fumano e una coppia di anziani – come a Malaga – immobili assorti al suono della chitarra mentre sorseggiano vin rosè. Ed è magia. Le paure sfioriscono come i petali che cadono.

Applauso per il giovane dai capelli arruffati, confusi come le sue parole, che canta e suona. E un’altra birra per il sotto\soprascritto.

E se intona Can Caminì, beh allora quel fiabesco che cercavo, l’ho trovato!Proprio come una era una favola perdersi per le strade del centro antico del Casco Viejo incantato da quel non so che, che però è! E nonostante il Mi scordato, la melodia pervade me e la coppia di anziani.

In tutto ciò il barista serve da bere una ciotola d’acqua al cane nero che accompagna la coppia di giovani appena sfilati davanti a me. Fiaba o favola che sia.

E LA IUVA QUE TORMENTA

E ESCRIBIR ME ADORMENTA

SI ME BORACHO ES POR TI

Lo schiamazzo taciuto, il silenzio e la musica e la birra e il barista fatal, e fuori? fuori?

Non importa!

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