Il mio Cantiere del logo giorno 1

Per due giorni ho dovuto svegliarmi alle 7 e mezza.

Inizia l’avventura del cantiere del logo ad Urbino. Macchina coinquilini ed inquilini, strada, parcheggio, 20 minuti per arrivare a sociologia, fame!

L’incontro con le aziende, la presentazione e i vari discorsi di rito sono il primo step della due giornate di Cantiere. Si susseguono diversi professori, direttori, comunicatori, amministratori tutti che portano i saluti di qualcun’altro – avessero portato un panino ero più felice. C’è persino chi, dopo i saluti portati, inizia a leggere un papiro in cui spiega di che si occupa l’azienda di colui che gli ha lasciato i saluti da portare e non si ferma più. Sbadigli. Non si ferma più davvero. Cominciamo bene! Ma alle aziende costa tanto trovare qualcuno che sappia parlare anzichè leggere?

Finalmente il lettore saluta.

Ecco comparire un uomo con tanto di basettoni e accento romagnola che risveglia il pubblico. Poi un altro con capelli scompigliati che difende la categoria dei biricchini. Menomale ci sono loro due! Chiude il milanese al quale la fame deve essere passata.

Applausi. Tutto sommato interessante, sembra che qualcuno creda nei giovani e nella comunicazione.

Ora c’è l’incontro con Banca Marche per la caccia al tesoro. Andiamo in aula c2 con i nostri zainetti, ci sediamo – io penso ancora al panino – e si comincia. Questa caccia, ci viene spiegato, si svolgerà nel centro di Urbino e utilizzerete i vostri smart phone e i quadcore disseminati per la città. Ogni codice a quadri sarà un indizio che vi porterà al prossimo. 8 in tutto. Premio 300 euro in buoni benzina, anche se avremmo voluto regalarvi un i Pad. Bene! Anzi ottimo, ah ma io non ho uno smart phone, azz!

E vabbè fa niente! Tanto finalmente c’è la pausa pranzo! Pizza, pizza, pizza e ancora pizza. Mi sento meglio!

Torniamo a Sociologia dove ci aspetta il primo workshop. Ma cos’è?

Si entra tutti in un aula, entra anche un signore in giacca e cravatta che rappresenta un azienda si parla e si lavora.

L’azienda in questione è la Vredestein, marca di pneumatici olandese che pian piano si è espansa in tutto il mondo e in Italia specialmente.  Il signore in giacca e cravatta in questione e è Giovanni Masinelli, amministratore delegato nonchè ex studente di comunicazione dell’università di Urbino. Sembra un tipo alla mano. Lo è.

Ci spiega come, tra una battuta e l’altra, Vredestein sia nata e che valori incarna con slides e video nei quali spesso e volentieri compare qualche bella gnocca – d’ altronde l’ha detto noi ci rivolgiamo all’ italiano medio. Poi si sofferma sul cobranding, importante leva dell’azienda per creare valore. Chiamali scemi! Si sono fatti letteralmente trainare – approdati in Italia – da grandi nomi come Giugiaro, Visa e Robe di Kappa. Magari nessuno sapeva che fosse Vredestein, ma Giugiaro…Bravi! Interessante capire come si faccia praticamente qualcosa dopo che sui libri l’ho solo potuto immaginare.

Ora tocca a voi! Proponeteci una nuova collaborazione, una nuova partnership. Insomma un nuovo cobranding.

Ok, in quattro cominciamo a far scricchiolare le meningi. Prada? No. Un videogame stile need for speed? No. degli SCI? Forse. Magari con la Volkl. No ragazzi l’ideona è la vela. Si. Un team dell’ American Cup. Mascalzone Latino, New Zeland? E se invece provassimo con qualche armatore tipo Ferretti? Si mi piace. Oppure con il golf! Si, si! Wilson!

Intanto espongono gli altri progetti e…

Noi avevamo pensato a una collaborazione con qualche azienda di sci, magari con la base degli sci scolpita come i pneumatici Vredestein…

Si sente dall’altra parte dell’alua rivolti verso l’amministratore delegato! Volano bestemmie. CI hanno rubato l’idea! ma poi, non puoi scolpire la base di uno sci! Deve appunto scivolare!

Tocca a noi.

Anche noi avevamo pensato a degli sci, ma a quanto pare…vabbè. Avremmo anche pensato a…bla bla bla…

Lui: Beh si anche a me piace la gnocca ragazzi!

Riceviamo i complimenti, prende appunti, lasciamo anche le nonstre email – non si sa mai.

Frecciatina a chi sa di essere il bersaglio: altro che poltrona Frau!

Finisce la prima giornata, bene quanto tutti speravamo. Divertiti e un po più coscenti del mondo che ci aspetta quando inizieremo a lavorare. Dovremmo fare più spesso di queste esperienze, anche perchè nella pausa ti offrono l’aperitivo.

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