La fine

Vero è che tutto finisce.

Lasciandoti sempre un’ insana voglia di ancora e ancora.

Che sia la teglia di riso patate e cozze della nonna, che sia il sonno, che sia un libro, che sia Natale o un’ amicizia, tutto prima o poi finisce. Per fortuna e purtroppo.

Quel che mi è chiaro è che nonostante la fine, così drammaticamente trattata dalla nostra cultura, sia appunto la fine è pur sempre l’unica certezza del futuro. Anche se possa sembrare una tragedia, la fine, segna l’inizio. Ci segna nel ricordo, nella memoria e nella crescita personale. E dopo si inizia, per poi finire e ricominciare, e continuare così fino alla fine, quella definitiva, la morte. Poi si ricomincerà sicuramente in qualche altra maniera.

La fine è intrinseca nella natura delle cose, materiali e non. Anche questo post ne avrà una tutta sua. Persino la canzone dei Doors ne ha una.

Sempre porterò con me tutte le volte che qualcosa è finito, nel cuore, dove risiede mio nonno morto qualche anno fa, ma pur sempre con me. La Sua fine mi ha scavato, tracciato o più dolcemente inciso parole e sentimenti. Ha scritto in me qualcosa, che non avrà fine.

Cala il tramonto, la luce s’affievolisce e a breve il giorno avrà la sua fine. Sarebbe inutile desiderare che mai scompaia il sole, altrimenti, se non vi fosse il buio, non ne apprezzeremmo la bellezza.

Ecco la fine.

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