Tagliatelle fame “notturna”

Della serie Sperimentazioni culinarie:

Ieri sera, ore l’una e mezza, accolti il coinquilino Bobo, l’altro coinquilino Geggio, e consorte del primo, sopraggiunta la rituale fame notturna – se così la si vuol chiamaremi sono adoperato ai fornelli.

Aperto il frigo, resomi conto della desolazione imperante in esso e dei suioi vicini stipetti, ho dovuto arrangiarmi. Un occhio sul grosso piatto in ceramica vicino al lavandino: delle mele. Riaperto il frigorifero, si para innanzi alla mia vista un’arancia, un po grattuggiata, con la buccia tutta graffiata e nel ragù precedentemente buttata. Una mezza cipolla un po di salsiccia surgelata e del rosmarino vengono attentamente fotografati nel mio passeggiare di sguardi per la cucina.

Metto l’acqua per la pasta sul fuoco, dell’olio in una padella e affetto la mezza cipolla. Ancora tagliere e coltello per affettare l’arancia a pezzetti. Soffritta la cipolla nell’olio assieme al rosmarino, fatta dorare ho successivamente aggiunto l’arancia e mi sono messo subito ad affettare a strisciette la mela, mezza per l’esattezza. Passo successivo ho aggiunto i due capi di salsiccia surgelati nell’olio – pratica un po discutibile, ma per la fame che avevamo più che plausibile – assieme all’arancia e spezzettati ad opera d’arte. Rosmarino e fettine di mela completano il soffritto. Una vera cazzata la preparazione, ma una grossa incognita il risultato.

Intanto tagliatelle a profusione nell’acqua bollente, e pazienza, circa 7 minuti.

Scolate quest’ultime, le ho saltate col soffritto in padella y no mas. Un po di pepe a crudo una volta inpiattati.

Il risultato, uno strano agrodolce che non mi è e non è dispiaciuto affatto. Da riproporre!

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