Del doman non v’è certezza ed è subito 2010

Dopo gli auguri natalizi e senza nient’altro di mezzo arriva il post di fine anno.

La tre giorni di cibo, cibo, cibo, cibo e ancora cibo e la partenza in vista mi costringono a questo saluto al duemilanove. Anno ormai terminato che, tra sfumatore del colore positività, cede il passo al nuovo.

Ora ci ammorberanno con le varie la migliore canzone del decennio e la parola più digitata su google.

Io, invece, ho scelto di ammorbarvi partendo da – Obama. Change, that’s wassup! – i due primi mesi del duemilanove, freddi, trascorsi in letargo in via Panoramica con i miei due coinquilini e con gli amici di turno, tra una Cira e l’altra e tra un esame e l’altro. Due mesi volati sfociati nel mese di Marzo, pazzerello, non solo per il clima lunatico. Primo ricordo in assoluto, il provante – anche provato – compleanno di Bobo, la caccia al tesoro e l’after in soggiorno con … con … non trovo termini per descrivere le persone di quella notte! E tantomeno per la prima frase al risveglio.

Marzo ci ha anche regalato la sfilza di compleanni 29 – 30 – 31 – e festeggiamenti del 1 Aprile. La festa mia e di Spillo e il giorno dopo quella di Ale e Andrea. La testata di Spillo, i pantaloni calati, sei un signore e i quarantacinque minuti spesi per leggere la lettera di auguri, ma non da me. Lo striscione, i postumi, il nascondino notturno e i gavettoni. La Cira, ancora la Cira e poi Torino, splendida città!

Aprile, tranne l’incontro con quel cazzone del controllore nel Pesaro – Torino, e così i miei primi ed ultimi ventun anni sono iniziati come mai avrei potuto prevedere. I miei comportamenti discutibili mi hanno trascinato fino al 25 Aprile alla gola del Furlo con gli amici, picnic, palla e tanto sole.

Subito dopo il primo Maggio e i pochi ricordi.

Arrivato il periodo caldo, in cui la mezzamanica è d’obbligo, si parte all’insegna del divertimanto sfrenato e anche dello studio, in quei piccoli ritagli tra una Notte Bianca e l’altra. Quindi quella di Urbino – quella di Urbino?Si, QUELLA DI URBINO! – della quale si potrebbe scrivere – ce ne sarebbe tanto tra vaiggio, svolgimento e lieto finale – un’intero libro, ma mi limito a riassumere con uno spezzone di una telefonata del giorno dopo.

D: Ma possibile che ieri sera non siamo riusciti ad incrociarci neanche una volta?

B: …Dani, siceramente, ieri sera…

Poi un armoniosa alteranza di esami, feste, voti, lavoro, mare, Cira, studio, capire che bisogna comprare nuove lenzula, spiaggia e notti che diventano mattini, passando per la Notte bianca a Pesaro conclusesi con l’ultima festa in spiaggia il quale ricordo del negroni caldo di Alberto mi stomaca ancora. L’estenuante giorno dopo, il trasloco e il viaggio verso casa, solo tappa di mezzo prima del volo verso Malaga ulteriormente intermezzato dai cinque giorni a Londra dal mio amico Paolo e dalla matematica, incredibile SERIE A della Bari.

Dunque ha inizio della MIA estate, in cui mi catapulto nel sud della Spagna per provare, riuscirci e godermi una magnifica esperienza. Il sole di Malga che brucia fottutamente la mattina sui miei piedi al risveglio infilandosi in uno spazio tra le due tende gialle, segno che è ora di alzarsi, che è ora di andare a lavorare, pulire la friggitrice, fare un rolitos de morcilla por la 212 y una muerte de chocolate por la 124. La voce di Nacho, il capocucina, che mi congeda per la pausa pomeridiana, una birra con Asyer, un rapido pisolino e ancora il lavoro. Tanto lavoro, ma altrettanta buona gente sono geni dominanti della spirale cromosomica della mia estate. Le serate/nottate in compagnia e il lieto sgretolare le distanze col marocco e la prima partita nella massima serie della Bari vista al decimo piano con tre amici baresi. Che partita!

Indelebile La Feria de Malaga. Mi stupisco come per dieci giorni la gente possa da mattina a mattino successivo ubriacarsi tanto. La gente balla, canta, suona e urla per il centro con il sole e la notte si trasferisce al Recinto de la Feria dove continua a fare baldoria come solo in Spagna sanno fare.

I due mesi trascorsi mi hanno persino fatto crescere e fortificato un po’.

A fine Settembre finalmente arrivano le vacanze, quelle vere e proprie, quelle splendide, quelle agognate: Granada e le tapas, Londra e Hamleys. Così il mio saluto definitivo alla morcilla e a tutte le cose belle della Spagna, solo un arrivederci!!!

In qualche settimana riprende la vita pesarese, un po diversamente dagli anni passati – più di un po – per differenti ragioni. Ricominciano le lezioni, i mercoledì universitari, i tornei di playstation, le cene, i pranzi e le colazioni con gli amici. Tre piacevoli mesi – e la magica vittoria contro la Juventus in casa per tre a uno –  che mi hanno portato qui 27 Dicembre. Compagni di questo anno, inaspettatamente, o stranamente, il calcetto e i blog: uniti nella caratteristica di valvola di sfogo.

Ora tocca parlare del futuro, l’immediato futuro, perchè del doman non v’ è certezza ed è proprio quello che mi piace.

Tra quarantott’ore mi troverò con IL mio amico a Dublino per il capodanno all’insegna di non so esattamente cosa, ma senz’altro non ci faremo mancare la Guinness!

Buoni propositi per l’imminente duemiladieci proseguire sulla scia del duemilanove, un eccezionale anno di novità, tante novità.

Quindi, buon 2010, mi auguro e vi auguro di divorarlo, prenderne tutto il bello che ci sarà, divertirvi ed essere sereni!

-Citando Sybelle, facendole gli auguri per discolparmi di questo piccolo furto-

Buone feste.
Mangiate tanto e riposatevi, che il 2010 si preannuncia intenso.
Io vi auguro di osare.

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