Webfobia

Diagniosticata una rara forma di mediafobia. I pazienti tutti tra i cinquantacinque e i sessantacinque anni e menbri del Parlamento presentano disturbi quali: allucinazioni sonore e visive, irritazione dell’epidermide circostante occhi, labbra e orecchie e fortissimi spasmi di dissenteria. I soggetti sono ossessionati dal timore che internet e le onde wifi siano un mezzo tramite il quale gli alieni provenienti da Antanica 14° cerchino di controllare le nostre menti per portarci all’autodistruzione. La commissione medica la conia come sindrome maniacodepressiva data da webfobia.

In giro per il web, sempre nel più citato cazzeggio pomeridiano, oggi come ieri, avantieri e così via la mia attenzione è stata richiamata da un argomento di cui poco si scrive, legge, chatta e parla.

Bene, stando a quello che ho capito – ma vi lascierò modo di cliccare il vostro pensiero altrove – a causa di un processo mosso verso google video e del polverone alzatosi, si è giunti alla conclusione che ora lo spazio del web debba essere, per o in Italia, recintato, limitato, confinato. Il web verrà filtrato. Questo basta per rendere grave l’accaduto.

Ecco una serie di blog che ne parlano sicuramente meglio di come possa fare io. Scene Digitali , NinjaMarketing , Blog Dei Diritti.

Io, dal mio canto, mi rendo conto – e non voleva essere rappeggiante –  che andando a ridefinire questo spazio virtuale al quale tutti abbiamo diritto di accesso e implemento, qui in Italia, perdiamo l’ultimo baluardo modo di comunicare e informarci rimasto libero.

Mi tocca pensare come preferisce qualcuno?

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