Pellegrino senza cuscino

Nel pellegrinaggio da Pesaro verso Roma con seconda tappa Torino – per poi tornare a Pesaro – continuo a mantener fede a ciò che mi sono ripromesso. Appena trascorsa la quarta notte senza cuscino la mia schiena comincia a fare TRICK, TRACK e TROCK sperando di non raggiungere il CRACK! Ho dormito in treno, ovviamente senza, a casa dei miei nonni e dalla mia quasi dottoressa, sempre con le mie braccia sotto la testa e continuo ad essere dell’idea che la differenza si senta.

Si, tanto per il gusto di provarci e per provarci gusto. Ma vallo a spiegare.

Diverse reazioni fin ora. Chi crede che sia una figata e chi una stronzata. C’è chi si è ripromesso di fare altrettanto, perchè anch’egli vorrebbe riapprezzare le piccole cose attorno a noi, chi, invece, ha provato già un’esperienza simile – 4 giorni senza elettricità, chiuso in casa (non a causa di strane lisergie, subito appurato) – trovandone benefici, c’è chi, come nei commenti si è persino privato o è stato privato di una casa, di più case, c’è chi mi ha detto che una settimana forse è poco (si pensa che 28 siano i giorni per far si che una pratica diventi abitudine). In fine c’è chi ha sottolineato, come soprascritto, che sia una STRONZATA, poichè è vero che la prima notte con il cuscino sarà piacevole, ma di certo non mi farà apprezzare così tanto come credo questa piccola cosa. Questa persona ha insistito sostenendo che se facciamo parte di un sistema – implicando l’uso e il poco valore attribuito alle cose di ogni giorno – è impossibile tirarsene fuori, dunque il mio tentativo\eseprimento è inutile.

Io ci provo, se qualcosa non mi piace cerco di cambiarla, ribadendo “per il gusto di provarci e per provarci gusto”.

Annunci