Per il gusto di provarci e per provarci il gusto

Parto da qui, nella mia piccola battaglia contro il consumismo, contro la vita consumistica, contro il sistema che lo riproduce, contro la quantità che ha sovrastato il sapore della qualità, contro gli sprechi, contro l’ingordigia cronica del di più, ma sopratutto contro la mentalità deviata del non apprezzare la propria erba, ma quella del vicino.

Parto da qui, nella mia piccola battaglia per riappropriarmi del valore di ciò che mi circonda, per allontanarmi un po’ da ciò che mi circonda, per perdere abitudini consolidate da 21 anni e per il gusto di provare una seconda volta la prima volta.

L’idea è questa. L’idea non è mia. L’idea è del Dottor Marco Polidori – personaggio di un libro di Andrea De Carlo.

Dalla notte passata in poi mi priverò di comodità, oggetti e abitudini alle quali sono assuefatto e delle quali non percepisco realmente il valore. Man mano, settimana per settimana, eliminerò qualcosa dalla mia vita per poi riappropiarmene, per il gusto di provarci e per provarne il gusto.

Parto da qui.

Dalla notte trascorsa e per altre 6 non avrò con me nel letto i cuscini. Una comodità che raramente non ho fatto mia. Una di quelle comodità scontate. Esattamente una di quelle comodità di cui privarmi per una settimana: dormire senza cuscino non ha mai ucciso nessuno e credo, spero non uccida me. Forse – evidenziato – tra una settimana, tra 6 notti con braccia sotto la testa, dormire nuovamente con un semplice cuscino potrebbe essere una sensazione gradevole. Forse – evidenziato – potrei apprezzarne maggiormente il valore. Forse – evidenziato.

E’ chiaro. Nessuna perplessità?

E’ chiaro. E’ una cazzata!

La prima notte è passata, la differenza si è sentita. Per essere più chiaro, sono abituato a dormire di faccia nel cuscino, infilarci le braccia sotto e coprirle quindi così: stanotte invece le ho infilate sotto la mia testa, dove non era nè caldo per loro e nè comodo per lei. La differenza si è sentita.

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