Considerazioni di un pazzo

La popolazione del nostro pianeta ha raggiunto i 6 miliardi di abitanti nel 2007 secondo Wikipedia. Ci sono bianchi, neri, gialli, mulatti, intelligenti, stupidi, magri, grassi, biondi, bruni e rossi, c’è a chi piace il sushi e a chi no – io preferisco il pesce crudo come insegna la sana cultura barese – c’è chi ama e chi odia, chi è felice e chi è triste, c’è chi comanda e chi è comandato, c’è chi soffre la fame e chi spende miliardi per ville dove far festini a base di puttane e cocaina e chi vacanze nello spazio(non ancora ma presto accadrà), c’è chi preferisce il gelato confezionato a quello artigianale e chi non concepisce il puffo come gusto, c’è chi indossa i sandali con i calzini e chi cammina a piedi nudi(perchè è bello farlo o perchè non ha delle scarpe), c’è chi e chi…ce ne sono tanti, tantissimi più di 6 miliardi. C’è chi del proprio cervello ne fa una poltiglia di escrementi animali per assolvere il quotidiano dovere con i test di facebook e chi crede sia bello giocherellare a palla con il proprio cervello, cercando di lanciarlo oltre il confine stabilito che qualcuno ha tracciato ai bordi dell’infinito (Fabrizio De Andrè – Cantico dei drogati). C’è persino chi dice che magari quel cervello sta ancora rotolando lontano all’avanscoperta di nuove terre magiche, spinto dalla spontaneità e incoscienza tipiche di un bambino – Anonima con un bel naso. In fine c’è chi è normale e chi è pazzo, fottutamente pazzo.

Che sia affetto da malattie, che sia ormai prosciugato dalle droghe, che sia semplicemente additato come tale o che sia ancor più semplicemente solo un sognatore, il pazzo è la categoria migliore di quelle citate. La mente dei pazzi – o de imalatidimente, come ama definirsi qualcuno – è una mente atletica, amante dello stretching, a cui piace accavallare pensieri, parole, note e colori come un contorsionista fa con le proprie gambe, braccie e parti del corpo restanti che non saprei come definire, magari ascoltando le sinfonie di Yann Tiersen. Essere normali è un’offesa, dunque incazzatevi qualora qualcuno vi classifichi come tale; prendete quel essere insulso e fatene ciò che ne farebbe un pazzo: fatgli una linguaccia come farebbe Aeistein, o ditegli che magari siete sì dei sognatori, ma che non siete gli unici alla John Lennon, o ancora strappategli un orecchio a morsi come farebbe Mike Tyson e infine prendetelo dalle spalle e urlategli contro “Io sarò pure pazzo, ma tu sei così banalmente normale porca troia!”.

La nostra fortuna – perchè tale mi ritengo anche io – è che riusciamo a spingerci là dove solo noi possiamo, che camminiamo a quindici centimetri da terra, che non ci chiediamo mai perchè?, ma bensì perchè no? – Bobo questa te l’ho fregata.

La pazzia è un viaggio in terre straniere, sconosciute, in deserti dove bisogna sopravvivere con poco in cui sabbia, sole e vento sono gli unici elementi esistenti e dove tutto non c’è ma puoi crearlo con la tua mente, dove i miraggi sono i tuoi unici amici; conoscere nuovi luoghi del nostro pensiero è essere su uno shuttle alla volta di pianeti lontanissimi da noi, in cui scoprire supernove e buchi neri che trasportano in altri luoghi, luoghi da cui imparare, carpire ed espandersi, crescere. Non ci sono limiti, barriere e censure nella follia, è libertà allo stato mero!

Noi siamo quelli che adorano rompere i vetri delle case di voi normali con il nostro cervello giocandoci a palla!

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