Fotografia di due anziani su una panchina

Lui una camicia azzurra appena aperta sul collo, seduto con gli occhi rivolti verso la spiaggia con accanto lei immobile nella sua stanchezza di settantatre anni di piaceri e dolori. L’ombra li protegge dal sole africano, assorti nei loro pensieri non si parlano. Un passero di certo poco timido plana davanti ai piedi di lui, un paio di metri non di più, catturandone l’attenzione come se li, a un paio di metri e non di più, fosse caduta dal cielo una bomba e non un uccellino. Gli occhi riprendono vita, si accendono di una luce forse da troppo spenta. Lui si sporge in avanti con un movimento macchinoso che gli ridona l’immagine di un uomo allontanandolo da quella di una statua, osserva il passero zampettare, si volge verso la moglie.

Lui: Hai ancora del pane?

Lei: No.

Il passero si alza in volo, gli occhi di lui lo seguono alzarsi nel cielo come quelli di un bambino che vede volare un aquilone, finchè l’uccellino non sparisce nel immenso cielo azzurro. Lui continua però a osservare il cielo come se lo stesse ancora cercando all’orizzonte, pian piano i suoi occhi si spengono, perdendo la vivacità di pocanzi e riassume la stessa identica posizione di qualche minuto prima. Lui torna ad essere una statua su una panchina a ridosso della spiaggia, una statua che per qualche secondo ha ripreso vita.

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